L’insegnamento di filosofia dell’arte rientra nell’ambito delle attività formative del corso di laurea in Scienze della comunicazione. Il corso intende fornire una conoscenza critica delle principali questioni e problematiche della filosofia dell’arte nei suoi principali snodi storico-concettuali e teoretici. L’insegnamento intende stimolare la capacità degli studenti di problematizzare autonomamente diverse forme di rappresentazione ed interrogarsi sul nesso tra estetica, epistemologia delle scienze umane e forme della conoscenza e della comunicazione, fornendo altresì gli strumenti lessicali e concettuali propri del pensiero filosofico ed estetico. Alla conclusione del corso, lo studente sarà in grado di confrontarsi con testi, documenti e concetti appartenenti a diversi orientamenti della filosofia dell’arte nonché comprendere criticamente differenti modalità estetiche di rappresentazione della realtà.
scheda docente
materiale didattico
Dopo un’introduzione al concetto di bello nell’estetica occidentale – e alla sua relatività a confronto con il pensiero orientale – si esamineranno le principali idee estetiche classiche del Giappone, che trovano espressione in concrete attività artistiche e pratiche di vita. In seguito, la lettura e il commento di tre saggi redatti da Nishida, consentiranno di analizzare il complesso tentativo dell’autore di porre in dialogo la spiritualità orientale con la speculazione filosofica occidentale.
Ai testi teorici, si aggiungerà la visione in aula (seguita da un dibattito) di una selezione di film volti a indagare, attraverso differenti registri espressivi, i nodi concettuali dell’estetica giapponese analizzati teoricamente. La visione dei film è obbligatoria anche per i non frequentanti.
F. Iannelli, Beyond the Western Ideal of Beauty. A wabi sabi Aesthetics to survive the future, in “Agalma. Rivista di studi culturali e di estetica”, n. 41, 2021, pp. 100-111.
F. Jullien, Quella strana idea di bello, il Mulino, Bologna 2010.
L. Ricca, La tradizione estetica giapponese. Sulla natura della bellezza, Carocci, Roma 2016.
K. Nishida, Tre saggi di estetica (Una spiegazione del bello, Il mondo d’oggetti dell’arte, Sulla poesia tanka), in E. Magno, M. Ghilardi, La filosofia e l’altrove. Fetschrift per Giangiorgio Pasqualotto, a cura di E. Magno, M. Ghilardi, Mimesis, Milano 2016, pp. 351-361.
Film:
Viaggio a Tokyo (1953) di Yasujirō Ozu.
I racconti della luna pallida d’agosto (1953) di Kenji Mizoguchi.
Morte di un maestro del tè (1989) di Kei Kumai.
Sogni (1990) di Akira Kurosawa.
L’innocenza (2023) di Hirokazu Kore’eda.
Programma
Il corso si propone di esplorare la categoria concettuale della bellezza nella storia dell’estetica, con particolare riferimento al mondo orientale e al pensiero giapponese. Nello specifico, saranno presi in esame i principali concetti della tradizione nipponica (Wabi, Sabi, Yūgen, Shibui, Fūryū, Iki) per poi approfondire la rielaborazione dell’estetica nell’opera del filosofo Kitarō Nishida (1870-1945).Dopo un’introduzione al concetto di bello nell’estetica occidentale – e alla sua relatività a confronto con il pensiero orientale – si esamineranno le principali idee estetiche classiche del Giappone, che trovano espressione in concrete attività artistiche e pratiche di vita. In seguito, la lettura e il commento di tre saggi redatti da Nishida, consentiranno di analizzare il complesso tentativo dell’autore di porre in dialogo la spiritualità orientale con la speculazione filosofica occidentale.
Ai testi teorici, si aggiungerà la visione in aula (seguita da un dibattito) di una selezione di film volti a indagare, attraverso differenti registri espressivi, i nodi concettuali dell’estetica giapponese analizzati teoricamente. La visione dei film è obbligatoria anche per i non frequentanti.
Testi Adottati
Testi adottati:F. Iannelli, Beyond the Western Ideal of Beauty. A wabi sabi Aesthetics to survive the future, in “Agalma. Rivista di studi culturali e di estetica”, n. 41, 2021, pp. 100-111.
F. Jullien, Quella strana idea di bello, il Mulino, Bologna 2010.
L. Ricca, La tradizione estetica giapponese. Sulla natura della bellezza, Carocci, Roma 2016.
K. Nishida, Tre saggi di estetica (Una spiegazione del bello, Il mondo d’oggetti dell’arte, Sulla poesia tanka), in E. Magno, M. Ghilardi, La filosofia e l’altrove. Fetschrift per Giangiorgio Pasqualotto, a cura di E. Magno, M. Ghilardi, Mimesis, Milano 2016, pp. 351-361.
Film:
Viaggio a Tokyo (1953) di Yasujirō Ozu.
I racconti della luna pallida d’agosto (1953) di Kenji Mizoguchi.
Morte di un maestro del tè (1989) di Kei Kumai.
Sogni (1990) di Akira Kurosawa.
L’innocenza (2023) di Hirokazu Kore’eda.
Modalità Frequenza
La frequenza è vivamente consigliata.Modalità Valutazione
La prova scritta è composta da 10 domande, sia a risposta “chiusa” (mirate a verificare la comprensione dei concetti chiave, delle coordinate storico-estetiche e dei principali nodi teorici affrontati durante le lezioni) che “aperta” (focalizzate sull’analisi critica, ad esempio la genesi, l’evoluzione e lo sviluppo di un determinato concetto). Durata: 90 minuti.