Il Giudizio di Paride

venerdì 3 maggio 2019, ore 21,00 – Teatro Palladium

in collaborazione istituzionale con il Conservatorio di Santa Cecilia

Andrà in scena l’opera del compositore e direttore d’orchestra Marcello Panni, dal titolo “Il Giudizio di Paride”, tratta dai Dialoghi di Luciano di Samosata nella traduzione di Luigi Settembrini.

Si tratta di un allestimento prodotto autonomamente dalla Fondazione Roma Tre Teatro Palladium, con la partecipazione di cantanti e orchestra del Conservatorio e con la regìa di Cesare Scarton.

Prima dello spettacolo – dalle ore 19,00 – saranno esposti nel foyer del teatro i bozzetti di Sandro Chia per l’edizione originale del Giudizio di Paride all’opera di Bonn.

Personaggi Interpreti

Menippo, filosofo cinico Giacomo Nanni, baritono Mercurio, figlio di Maia Alessandro Fiocchetti, tenore buffo Maia Federica Tuccillo, contralto Giove Ivan Caminiti, basso Ganimede, pastorello Alessandro Lanzi, tenore Paride, mandriano Federica Paganini, mezzosoprano Giunone, Minerva, Venere Anna Koshkina, soprano di coloratura Ensemble strumentale del Conservatorio di Musica “Santa Cecilia”

Direttore Marcello Panni

Regia Cesare Scarton

Impianto scenico e luci Andrea Tocchio

Video, proiezioni, motion capture Flaviano Pizzardi Costumi Giuseppe Bellini Assistente del direttore d’orchestra Domenico Virgili Assistente alla regia Silvia Alù Maestri collaboratori Alberto Galletti, Umberto Cipolla

Il giudizio di Paride di compone di quattro episodi. Il filo conduttore è semplice: Mercurio, messaggero degli dei e psicopompo, guida dei morti per regalo di Apollo in cambio della lira, si presenta alla madre Maia come un insonne e affaticato Leporello al servizio di Zeus. Il re degli dei, come ogni Don Giovanni, è infedele e insoddisfatto. Tutto può perdonargli la moglie Giunone salvo il suo ultimo capriccio, l’amore pedofilo per Ganimede, che vediamo da lui ridicolmente corteggiato nel secondo dialogo. L’ira di Giunone (che non vediamo in scena) suscita la contesa delle dee (terzo dialogo) sulla più bella, e Giove lascia a Paride il giudizio, con quel che segue. Nell’ultimo dialogo la conclusione amara sulla “Vanitas” è affidata allo stesso Menippo, a cui Mercurio sulla soglia dell’Infero mostra il miserando teschio della bella Elena, causa di tante sciagure.

Per maggiori informazioni

Teatro Palladium<http://teatropalladium.uniroma3.it/blog/class/il-giudizio-di-paride/>


Per informazioni:

Prof. Luca Aversano – luca.aversano@uniroma3.it

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